Ottobre a Villa Nappi: prevenzione delle demenze e sostegno alle famiglie

Ottobre a Villa Nappi

Villa Nappi – Centro Diurno per i Disturbi Cognitivi, prosegue nel mese di ottobre con le iniziative legate alla prevenzione delle demenze e al sostegno delle famiglie che convivono con la malattia dei loro cari.

Per tutto il mese, l’equipe di Villa Nappi sarà a disposizione per uno screening gratuito delle funzioni cognitive. Lo screening è consigliato soprattutto a chi sospetta, per sé o per i propri familiari, l’insorgenza di alcuni deficit legati alla memoria, al linguaggio, alla concentrazione. L’iniziativa intende promuovere la prevenzione della malattia d’Alzheimer e delle altre forme di demenza, incoraggiando corretti stili di vita.

Partiranno inoltre le iscrizioni per il gruppo A.M.A, di Auto Mutuo Aiuto, per i caregivers, cioè per coloro che si prendono stabilmente cura dei pazienti con demenza. La partecipazione al gruppo A.M.A. è gratuita ed è aperta a tutti coloro che vogliono condividere il proprio carico assistenziale attivando forme di supporto reciproco e buone pratiche per affrontare le difficoltà connesse alla malattia. Il gruppo sarà condotto da Grazia Leonetti, psicologa del Centro Diurno.

Domenica 28 ottobre, dalle 10 alle 13, Villa Nappi apre le sue porte per un Open Day durante il quale sarà possibile visitare la struttura, conoscere l’équipe professionale. Saranno presentati i servizi offerti, le attività in programma, le modalità di accesso e di fruizione e saranno condivise le esperienze dei caregivers dei pazienti che stanno seguendo il programma di riabilitazione cognitiva presso il Centro Diurno.

L’iniziativa vuole mettere a conoscenza della cittadinanza, e non solo degli addetti ai lavori, le molteplici sfaccettature di questa malattia e la valenza del supporto che viene dato ai pazienti e alle loro famiglie all’interno di strutture specializzate come Villa Nappi.

Al termine della mattinata è previsto un aperitivo per tutti.

Per prenotare il proprio screening gratuito o per iscriversi al gruppo A.M.A, è sufficiente telefonare al numero 0883.507713 o al numero di cellulare 377.5478347 oppure ancora scrivere all’indirizzo mail info@villanappi.it. Per tutte le attività, Villa Nappi garantisce il massimo rispetto della riservatezza di ognuno.

Villa Nappi è un servizio della Comunità Oasi2 San Francesco Onlus e si trova a Trani, in via Annibale di Francia.

Annunci

Settembre Alzheimer, prenota il tuo screening gratuito a Villa Nappi

Settembre Alzheimer

Settembre è il mese mondiale dell’Alzheimer e il 21 settembre è la giornata celebrativa istituita nel 1994 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Alzheimer’s Disease International (ADI).

Per celebrare questa doppia ricorrenza, Villa Nappi – Centro Diurno per le persone con demenza presenta un’iniziativa per la prevenzione dell’invecchiamento mentale. Da lunedì 17 a sabato 22 settembre, l’equipe di Villa Nappi sarà a disposizione per uno screening gratuito delle funzioni cognitive. Lo screening è consigliato soprattutto per chi sospetta, per sé o per i propri familiari, l’insorgenza di alcuni deficit, legati, per esempio, alla memoria, al linguaggio, alla concentrazione. L’iniziativa intende promuovere la prevenzione della malattia d’Alzheimer e per le altre demenze, e incoraggiare corretti stili di vita che permettono di affrontare meglio tutti i problemi correlati a queste malattie.

Per prenotare il proprio screening gratuito è sufficiente telefonare al numero 0883.507713 o al numero di cellulare 377.5478347 oppure ancora scrivere all’indirizzo mail info@villanappi.it. Sarà possibile concordare con l’equipe data e orario del test, che si svolgerà nel massimo rispetto della riservatezza di ognuno.

Per il prossimo mese di ottobre, inoltre, Villa Nappi ha in programma altre iniziative legate al benessere psicologico, al mantenimento delle funzioni cognitive e alla promozione di strumenti per migliorare la qualità delle vita di chi è affetto da queste malattie.

Villa Nappi è una struttura della Cooperativa Sociale Comunità Oasi2 San Francesco Onlus e si trova a Trani, in via Annibale di Francia.

Aspettando l’autunno. Le iniziative per le nostre famiglie

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A conclusione della stagione estiva, Villa Nappi, centro diurno per persone con demenza, organizza tre appuntamenti riservati alle famiglie dei nostri utenti:

  • venerdì 14 settembre, Le Olimpiadi di Villa Nappi – esercizi neuromotori, giochi di competizione e tanto divertimento, con l’ausilio di strumenti realizzati nel corso dei laboratori manuali di creatività.
  • venerdì 21 settembre, NonTiScordarDiMe, per celebrare insieme la giornata mondiale dell’Alzheimer – è la giornata celebrativa istituita nel 1994 dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, e dall’Alzheimer’s Disease International. E’ un momento di condivisione e consapevolezza che riunisce pazienti, famiglie e associazioni coinvolte nella cura dell’Alzheimer.
  • venerdì 28 settembre, TECI – Terapia Espressiva Corporea Integrata – Risvegliando la memoria corporea è possibile potenziare l’espressione libera del linguaggio. La terapia espressiva corporea integrata mira ad un approccio più esistenziale che assistenziale della persona.

Le attività si terranno tutte a Villa Nappi, dalle 11 alle 12. E’ gradita la conferma della partecipazione.

Per ulteriori info: info@villanappi.it – 0883.507713

Bando Servizio Civile Nazionale 2018. Due posti di volontario a Villa Nappi

Nell’ambito del bando del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale per il reclutamento di 1.331 volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile Universale nella Regione Puglia, la Comunità Oasi2 San Francesco Onlus selezionerà 9 unità (volontarie e volontari) da impiegare nei progetti “NonTiScordarDiMe”, “Migr-azioni 2.0” e ‘Orti Etici – l’agricoltura sociale in comunità’.

Il progetto ‘NonTiScordarDiMe’, in particolare, prevede il coinvolgimento di due volontari che saranno impiegati nei servizi di assistenza agli anziani a Villa Nappi, a Trani. 

Scarica qui la scheda di sintesi del progetto: NonTiScordarDiMe_Scheda di Sintesi

C’è tempo per candidarsi fino al 28/09/2018, alle 23:59. In caso di consegna a mano, entro le ore 18:00 dello stesso giorno. 

La domanda di ammissione, firmata dal richiedente, deve essere redatta secondo il modello riportato nell’allegato_3_domanda con la scheda di cui all’allegato_4_dichiarazione_titoli, contenente i dati relativi ai titoli e l’allegato_5_informativa_privacy.

Gli allegati sono scaricabili da questa pagina o dal sito del Ministero e della Regione Puglia.

Si prega di attenersi scrupolosamente alle istruzioni riportate in calce ai documenti, e di allegare alla documentazione la fotocopia di valido documento di identità personale.

Le domande possono essere presentate esclusivamente secondo le seguenti modalità:

  • a mezzo Posta Elettronica Certificata (PEC) da inviare a: oasi2@pec.it
  • a mezzo “raccomandata A/R” indirizzata a Comunità Oasi2 in via Pedaggio S. Chiara, 57/bis Trani
  • a mano presso la sede della Comunità Oasi2 in via Pedaggio S. Chiara, 57/bis a Trani dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 17.00 alle 19.30.

Ulteriori informazioni sul progetto, potranno essere richieste direttamente agli operatori della Comunità Oasi2 tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 17.00 alle 19.30.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare il referente del Servizio Civile Antonio Casarola, al numero 393.8365649 o all’indirizzo mail centrostudi@oasi2.it.

Ulteriori informazioni su

Terza annualità per i Buoni servizio anziani e disabili

(dal Portale Puglia Sociale – Assessorato al Welfare della Regione Puglia)

Da lunedì 1 ottobre 2018 prende avvio la 3^ annualità operativa (2018/2019) dei Buoni Servizio per anziani e persone con Disabilità, di cui all’Avviso Pubblico n. 1/2017 a valere su PO FSE 2014/2020 – Linea d’azione 9.7. L’annualità, come consueto, si concluderà il 30 settembre 2019.

La 3^ annualità si apre con un’importantissima NOVITA’: Le domande di Buono Servizio da parte delle famiglie saranno presentate ANTICIPATAMENTE, rispetto all’avvio dell’annualità stessa, dalle ore 12:00 del 1 agosto, fino alle ore 12:00 del 30 settembre 2018. Contestualmente, nello stesso periodo, si svolgeranno le procedure di “abbinamento” a cura dei Soggetti Gestori.

In caso di ammissione al beneficio – a seguito di apposita istruttoria curata dall’ambito territoriale sociale di riferimento – il buono servizio richiesto in questa I^ finestra temporale della 3^ annualità , darà diritto  ad una copertura della frequenza sino ad un massimo di 12 mensilità, dal 1° ottobre 2018, sino al 30 settembre 2019.

Questa è solo una delle novità apportate all’Avviso Pubblico n. 1/2017,  dall’Atto Dirigenziale n. 442 del 10 luglio 2018, con l’intento di semplificare, snellire e velocizzare la procedura amministrativa, garantendo alle famiglie tempi più ampi per formulare la propria istanza unitamente a tempi più celeri per conoscere gli esiti della stessa e ai Soggetti Gestori, tempistiche più congrue per giungere alla contrattualizzazione con gli Ambiti Territoriali  e al pagamento, da parte degli stessi,  delle prestazioni rese.

Le novità complessivamente introdotte sono le seguenti:

  1. Le “FINESTRE” per la presentazione delle domande di Buono Servizio vengono “anticipate” rispetto alla potenziale partenza del diritto al buono servizio. In questo modo le famiglie avranno più tempo per presentare la propria domanda e minori tempi di attesa per conoscere l’esito della stessa (ammissione o meno al beneficio del “Buono Servizio”);
  1. Le “FINESTRE” per la presentazione delle domande di Buono Servizio diventano 2 (due):
  • una I^ finestra di presentazione dal 1 agosto al 30 settembre di ogni anno, con validità massima del buono servizio per 12 mesi, a partire dal 1° ottobre 2018, fino al 30 settembre 2019;
  • una II^ finestra di presentazione dal 1 febbraio al 31 marzo di ogni anno, con validità massima del buono servizio per 6 mesi, a partire dal 1° aprile 2019, fino al 30 settembre 2019;
  1. Le procedure di ABBINAMENTO a cura dei soggetti Gestori si realizzano nello stesso periodo e con le stesse scadenze di presentazione delle domande (prima si presenta la domanda e subito dopo si può già effettuare l’abbinamento con formulazione del preventivo di spesa e caricamento dei documenti, senza ulteriori tempi di attesa);
  1. Il volume di ore  settimanali di ADI (art. 88) acquistabile tramite buono servizio, passa ad un massimo di 8 ore settimanali;
  1. La procedura di ISTRUTTORIA a carico degli Ambiti Territoriali, parallelamente, viene notevolmente semplificata e acceleratacon una serie di accorgimenti tecnici (ad esempio le domande già positivamente istruite nella precedente annualità e con documentazioni temporalmente ancora valide, sono convalidate d’ufficio dal sistema telematico, senza obbligo di ulteriore istruttoria).

Rimangono confermate, invece, tutte le restanti previsioni dell’Avviso Pubblico n. 1/2017.

Quindi, alle ore 12:00 del 1 agosto 2018 si aprirà la PRIMA FINESTRA TEMPORALE per la presentazione delle nuove domande di Buono Servizio da parte della famiglie pugliesi.  La domanda, come consueto, potrà essere presentata esclusivamente on-line sulla piattaforma telematica dedicata, all’indirizzohttp://www.sistema.puglia.it/portal/page/portal/SolidarietaSociale/CATALOGO

Le famiglie avranno tempo sino alle ore 12:00 del 30 settembre 2018 per presentare la propria istanza completa della procedura di abbinamento.

Il buono servizio  per disabili e anziani non autosufficienti è un beneficio economico per il contrasto alla povertà rivolto alle persone con disabilità e anziani non autosufficienti, nonché ai rispettivi nuclei familiari di appartenenza,  vincolato al sostegno al pagamento delle rette di frequenza presso servizi a ciclo diurno semi-residenziale e servizi domiciliari scelti da un apposito catalogo telematico dell’offerta.

Attraverso il Buono servizio, le famiglie pugliesi possono richiedere l’accesso ad una delle seguenti tipologie di servizio presenti sul catalogo telematico dell’offerta, ad un costo significativamente contenuto:

Strutture a ciclo diurno

  • Centro diurno socio-educativo e riabilitativo per persone con disabilità (art. 60)
  • Centro diurno integrato per il supporto cognitivo e comportamentale a persone affette da demenza (art. 60ter)
  • Centro diurno per persone anziane (art. 68)
  • Centro sociale polivalente per persone con disabilità (art. 105)
  • Centro sociale polivalente per persone anziane (art. 106)

Servizi domiciliari

  • Servizio di Assistenza Domiciliare sociale (SAD – art. 87)
  • Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI – art. 88)  – per la sola componente sociale del 1° e 2° livello

Il  Buono Servizio, infatti,  copre una percentuale della retta di frequenza dei predetti servizi, da un minimo del 20%, sino ad un massimo del 100% in base al valore ISEE di riferimento (del singolo o della famiglia secondo i casi),  al netto di una franchigia fissa di soli 50 euro mensili per l’accesso a servizi a ciclo diurno, a carico dei nuclei familiari.

Per accedere al beneficio, è necessario che il destinatario finale (persona con disabilità o anziano non autosufficiente) abbia i seguenti 3 semplici requisiti:

  1. possesso di un PAI in corso di validità, per l’accesso a prestazioni socio-sanitarie ex artt. 60, 60 ter, 88.

Ovvero, nel caso di accesso a prestazioni socio-assistenziali ex artt. 68, 87, 105, 106, possesso di una Scheda di Valutazione Sociale del caso in corso di validità;

  1. ISEE ORDINARIO del nucleo familiare in corso di validità non superiore a € 40.000,00
  2. In aggiunta, nel solo caso di disabili adulti e anziani non autosufficienti, anche:  ISEE RISTRETTO in corso di validità non superiore a  € 10.000,00 (se persone con disabilità) e non superiore a € 20.000,00 (se anziani non-autosufficienti over65).

Successivamente alla presentazione della domanda, il referente del nucleo familiare dovrà recarsi (munito di tutta la documentazione indicata, oltre copia del documento di identità) presso il servizio prescelto per elaborare, assieme agli operatori del servizio stesso, un preventivo di spesa ed effettuare la procedura di “abbinamento”.

Nel corso della III^ annualità operativa 2018/2019, inoltre, come già in precedenza indicato, vi sarà  un’ulteriore finestra temporale in cui le famiglie che non hanno avuto accesso alla 1^ finestra, potranno presentare domanda: dal 1 febbraio 2019 al 31 marzo 2019.

Per richiedere informazioni è possibile utilizzare la funzione “Richiedi Info” presente sulla piattaforma dedicata, oppure scrivere all’indirizzo buoniserviziodisabili-anziani@regione.puglia.it o contattare il recapito telefonico 080/5403282.

Qualità della vita delle persone con demenza. Alcuni consigli pratici.

consigli pratici

Un breve elenco di consigli pratici per migliorare la qualità di vita delle persone con demenza e delle persone che si occupano di loro.

  1. Più luce – Gli anziani hanno bisogno di molta più luce per vedere. Cercate di cambiare spesso le lampadine a risparmio energetico che perdono gradualmente la loro luminosità.
  2. Più acqua – Se una persona affetta da demenza è ricoverata in ospedale, è bene assicurarsi che una brocca d’acqua sia sempre a vista. Se la brocca d’acqua è trasparente, è opportuno usare un nastrino colorato, così da renderla più riconoscibile. In questo modo, si faciliterà l’idratazione e di conseguenza di ridurrà il rischio di delirio.
  3. Attenti all’altezza giusta – Avete sistemato dei segni o dei promemoria per casa? Ricordate di sistemarli ad un metro e venti d’altezza. Un metro e venti dal livello del pavimento è l’altezza giusta per lo sguardo verso il basso e la postura leggermente piegata delle persone anziane.
  4. Più caldo – Anche con temperature ragionevolmente calde, le persone anziane, spesso inattive, possono avere molto freddo. Lasciate a vista coperte e altri abiti pesanti e impostate da remoto la temperatura della stanza.
  5. Più esercizio – L’esercizio fisico riduce lo stress, l’agitazione e brucia i grassi in eccesso. Può essere inoltre occasione per aumentare i momenti di socialità. Anche portare a spasso il cane di un amico può fornire il pretesto per fare una passeggiata e stabile contatti sociali.
  6. Attenzione all’alimentazione – Spesso è necessario incoraggiare le persone affette da demenza a mangiare. Come fare? A volte anche i loro cibi preferiti non sono graditi e questo perchè, nel tempo, i gusti cambiano. I dolci, tuttavia, sono quelli a cui si rimane più affezionati. Potrebbe essere dunque una buona strategia cominciare a mangiare… dal dolce.

Alzheimer, scoperto ruolo chiave colesterolo nel cervello

colesterolo

(da Ansa dell’8 maggio 2018) – Il colesterolo ha un ruolo importante nell’esordio e nella progressione dell’Alzheimer, favorisce la formazione di aggregati tossici di molecole di beta-amiloide nel cervello. Lo indica uno studio di Michele Vendruscolo, dell’Università di Cambridge, sulla rivista Nature Chemistry.

E’ importante notare, però, che questo lavoro non associa direttamente l’ipercolesterolemia (colesterolo alto nel sangue dovuto a diete scorrette o ereditario) alla malattia di Alzheimer. “La nostra scoperta principale – spiega all’ANSA il ricercatore – è che il colesterolo gioca un ruolo centrale nell’aggregazione di beta-amiloide che impiegherebbe secoli ad aggregarsi spontaneamente nel cervello. Invece in presenza di colesterolo si aggrega molto più velocemente, generando la formazione di placche”. Il colesterolo è una componente importante delle membrane dei neuroni, e si trova – a concentrazione strettamente controllata – soprattutto sulle ‘vescicole sinaptiche’. Queste sono microscopiche ‘bolle’ che servono per il rilascio delle molecole di comunicazione del cervello (neurotrasmettitori); le molecole di beta-amiloide si concentrano in prossimità delle vescicole. In questo studio, spiega il ricercatore, si è visto che quando il controllo della concentrazione di colesterolo sulle membrane è per qualche motivo compromesso, per esempio dall’invecchiamento, l’eccesso di colesterolo può favorire l’aggregazione di beta-amiloide.

Il lavoro è potenzialmente importante anche perché spiega il ruolo di geni da tempo noti per influenzare il rischio di Alzheimer, come ApoE che è una componente centrale del meccanismo di controllo del colesterolo, e di beta amiloide. “Nelle prossime ricerche cercheremo di capire come intervenire sul metabolismo del colesterolo per mantenerlo a livelli normali. Speriamo così – conclude – di individuare nuovi target terapeutici per prevenire e rallentare la progressione dell’Alzheimer”.

Abbiamo bisogno di nuovi criteri per diagnosticare l’Alzheimer?

diagnosticare l'alzheimer

(da Focus,14 APRILE 2018 | CHIARA PALMERINI)

Quando il morbo di Alzheimer si manifesta con i suoi sintomi più caratteristici, come la perdita della memoria, la malattia ha già “lavorato” silenziosamente nel cervello per molti anni. E i farmaci che negli ultimi anni sono stati sperimentati per contrastare la malattia tutti, senza eccezione, falliscono. Colpa dei farmaci stessi, inutili? O colpa del fatto che vengano impegnati quando ormai la situazione è compromessa?

Secondo diversi esperti una delle cause dell’inefficacia dei farmaci per l’Alzheimer è proprio questa: vengono testati su pazienti che hanno ormai una malattia in uno stadio troppo avanzato. Per questo motivo, dopo gli ennesimi risultati negativi delle sperimentazioni, varie associazioni scientifiche e governative hanno proposto di cambiare i criteri per diagnosticare e classificare la malattia: la Alzheimer Association e il National Institute on Aging americano hanno invitato a fare riferimento a precise alterazioni biologiche e non, come avviene oggi, a valutazioni e test neuropsicologici.

ULTIMO TENTATIVO. Non è un cambiamento solo formale, come potrebbe apparire. L’obiettivo, in realtà, è fornire ai ricercatori degli indicatori oggettivi in base ai quali classificare la malattia all’interno degli studi clinici. Una specie di ultima spiaggia per capire se davvero la miriade di farmaci (oltre un centinaio) sperimentati e poi abbandonati perché non davano risultati, siano proprio inefficaci o non abbiano funzionato perché somministrati quando, all’apparire dei sintomi clinici, i danni al cervello dei pazienti erano ormai irreversibili.

Secondo una corrente di pensiero, c’è ragione di ritenere che, se somministrati agli inizi, i farmaci potrebbero essere più efficaci. Inoltre, una valutazione di questo genere, porterebbe a identificare meglio i casi veri di morbo di Alzheimer e a distinguerli da altre forme di demenze che costituiscono circa un terzo del totale.

PROTEINE ANOMALE. In base ai nuovi criteri, la diagnosi di Alzheimer dovrebbe essere fatta con particolari esami (tre, nello specifico) che vanno alla ricerca di segni di degenerazione. Uno è la ricerca nel liquido spinale di “biomarcatori”, la proteina beta amiloide e la proteina tau, che indicano la presenza nel cervello delle placche ritenute caratteristiche dell’Alzheimer.

Esiste anche secondo esame che ha lo stesso scopo, ma che impiega un meccanismo diverso: sostanze marcate con un tracciante radioattivo sono in grado di identificare le placche di beta amiloide nel cervello di pazienti senza sintomi sottoposti a Pet (tomografia a emissione di positroni).

Infine, l’imaging del cervello potrebbe evidenziare segni di atrofia in alcune aree, spesso associati al morbo. Tenendo conto di questi tre diversi fattori, e quantificandoli, potrebbe essere stimato anche il grado di avanzamento della malattia.

CONSEGUENZE INDESIDERATE. Il cambiamento dei criteri di classificazione della malattia consentirebbe di organizzare meglio i test clinici per valutare i farmaci, ma aprirebbe la strada a una serie di dilemmi inditi. Classificando la malattia in base ai marcatori biologici è infatti probabile che molte più persone si troverebbero con una diagnosi di Alzheimer.

Da una parte gli esperti sottolineano che gli esami previsti dalle le nuove linee guida riguarderebbero solo l’ambito della ricerca (e sarebbe troppo presto, oltre che inutile e costoso, utilizzarli nella normale pratica clinica).

D’altra parte, se le persone che si considerano a rischio iniziassero a richiederli al di fuori delle sperimentazioni, è facile immaginare che ci ritroveremmo con persone con una “diagnosi” di Alzheimer senza alcun sintomo. E senza terapie che possano prevenire o cambiare il corso della malattia.